Cristina Garzone

Nasce a Matera e risiede a Firenze, si dedica da anni alla fotografia amatoriale con predilezione per il reportage.

Nel 2000 approda al “Centro Sperimentale Di Fotografia” di Prato, dov’è nata la sua passione per la fotografia affinando l’aspetto tecnico di questa disciplina, nonchè il linguaggio di questa arte.

E’ socia del Fotoclub “G.F. Il Cupolone” BFI-CAFIAP di Firenze. 

Invitata a partecipare a competizioni fotografiche italiane ed estere, ha riscosso negli anni innumerevoli e prestigiosi riconoscimenti fra cui il 1°Premio nel prestigioso Concorso “3° Emirates Photographic Competition” in Abu Dhabi nel 2010.

Le sue mostre personali hanno fatto parte di manifestazioni ufficiali in tutta Italia e all’estero; è invitata, in veste di giurata, in concorsi con patrocinio nazionale ed internazionale; le sue foto sono apparse su copertine di riviste e pubblicazioni varie, altresì inserite in monografie di varie argomentazioni.

Recentemente ha conquistato il Grand Prize nell’8a edizione dell’“Emirates Award of Photography” in Abu Dhabi, prima assoluta fra 8500 partecipanti di 58 paesi con 36000 foto in concorso con il portfolio “Pellegrinaggio a Lalibela”.

Nel 2014 la Rivista “DOVE” Del Gruppo Rizzoli Corriere della Sera, pubblica una sua foto realizzata a LALIBELA. Nel 2018 è stata invitata dal Comitato Maria SS. Della Bruna ad esporre due sue famose mostre “Misticismo Copto” e “Matera in Cammino: Tra Fede e Cultura” a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, presso l’ex Ospedale San Rocco. La stessa mostra “Matera in Cammino: Tra Fede e Cultura” è stata richiesta anche a Salisburgo (Austria) dal Salzburger Fotoklub, in occasione della manifestazione congiunta Italia-Austria per la celebrazione di San Ruperto patrono della città, in questa occasione con grande soddisfazione, è stata nominata socia onoraria del Fotoclub più antico d’Austria.

Ad Ottobre 2015 le sue immagini che sono state proiettate nell’Aula Magna dell’Università di Muscat ai fotografi Omaniti, fanno parte di reportage dei recenti viaggi in Laos, India, Nepal, Cina, Vietnam del Nord, Birmania, Uzbekistan, Kirghizistan, Tajikistan e Etiopia, 

Quanti hanno esperienza di viaggi in questi luoghi, sanno benissimo che occorre molto spirito d’adattamento, sia per l’alloggio che per il cibo; c’è molta povertà e le poche risorse sono rappresentate dall’agricoltura, pastorizia e dal nascente turismo. L’unica abbondanza è l’umanità e la serenità che insegna, a noi occidentali, come dovrebbe rapportarsi con l’esistenza.

In una sua recente intervista, ha spiegato così la sua fotografia: “Quello che mi è sempre piaciuto ritrarre con i miei scatti sono le persone, che si trovano nel loro ambiente dove vivono, lavorano, studiano, pregano etc., per riuscire in questo, ho bisogno di avvicinarmi con pazienza ed umiltà e provare a stabile un rapporto amichevole con i soggetti, farli sentire sempre a loro agio, cercando di catturare la loro migliore espressione, che poi è sempre quella più naturale, nella loro dignità e mai nelle tragedie. “ 

L’occhio attento del fotografo spazia in quelle realtà tanto diverse dalle occidentali, ne carpisce i segni in virtù del proprio vedere e sentire l’umanità, piega colori ed espressioni al volere del suo essere reportagista conferendo, al proprio lavoro, non solo valenza estetica, ma anche e principalmente contenutistica e descrittiva, capace di parlare all’anima e sempre in funzione della buona narrazione fotografica.

L’accostamento del colore in ogni sua eccezione nei vari contesti etnici, sono gli elementi che motivano Cristina Garzone a continuare la ricerca di nuovi particolari di vita quotidiana nel segno della buona fotografia.

 

 

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